C’è chi trasforma in suono uno scheletro di cavallo e chi, stavolta, fa cantare il carrello della spesa. Matthew Herbert, tra i più visionari sperimentatori della musica elettronica britannica, torna con un nuovo album che nasce da un’urgenza civile prima ancora che artistica: puntare i riflettori sulla povertà alimentare che sta stringendo il Regno Unito. Il lavoro si intitola “ukhasmorefoodbanksthanbranchesofmcdonalds.com“, ed è anche l’indirizzo del sito da cui viene distribuito, un nome che è già un manifesto: nel Paese ci sono più centri di assistenza alimentare che filiali della celebre catena di fast food.
L’uscita è fissata per il 16 ottobre, mentre il primo singolo, “pasta (is not a luxury)”, è già disponibile. Il materiale sonoro è costruito interamente su campionamenti ricavati da generi alimentari e beni di prima necessità: pasta, cereali, pannolini, carta igienica, frutta sciroppata in scatola. In pratica, la dispensa di ogni famiglia trasformata in sala di registrazione. Il producer lo definisce un commento sulle disuguaglianze sociali, e il progetto nasce dal suo interesse di lunga data per il cibo e per i meccanismi che ne regolano produzione e distribuzione. Chi segue da tempo l’artista non si stupirà.
L’ultima volta che lo abbiamo intervistato aveva appena completato “The Horse”, realizzato con strumenti ricavati da uno scheletro equino: flauti d’osso, un banjo costruito con il bacino e uno shaker riempito di seme di cavallo essiccato. Una predilezione per le fonti sonore improbabili che affonda le radici lontano: nel 2005 firmò “Plat Du Jour”, costruito sui rumori della preparazione e della produzione degli alimenti, e nel 2016 trasformò formaggio, melanzana e prosciutto in vinili commestibili e suonabili per la mostra “FED UP: The Future of Food” della Science Gallery. Dietro la provocazione ci sono numeri che pesano come macigni. Secondo i dati diffusi a luglio dall’ente benefico The Food Foundation, l’insicurezza alimentare coinvolge ormai quasi una famiglia britannica su otto, con una crescita dall’11,3 per cento del 2025 al 12,2 per cento del 2026.
Il quadro peggiora osservando i nuclei con figli, dove la quota sale a uno su sei. In termini assoluti si parla di 6,5 milioni di adulti e 2,2 milioni di minori. Il titolo stesso richiama altre cifre: circa 4,5 milioni di pacchi d’emergenza consegnati nell’ultimo anno e 400mila bambini assistiti dalle cosiddette baby bank, con un aumento dell’11 per cento rispetto al 2025. Nella nota che accompagna l’operazione, il musicista ricorda come nel 2000 non esistesse alcuna struttura di questo tipo nel Paese, mentre oggi se ne contano oltre 2.800. Nello stesso arco di tempo i miliardari sono passati da una trentina a circa centocinquanta, esito diretto, a suo giudizio, delle politiche di austerità portate avanti da governi successivi nell’ultimo quindicennio. Per tradurre l’indignazione in azione, il lavoro si scarica gratuitamente, ma con una condizione precisa: chi ascolta deve donare a un’organizzazione locale che aiuta le persone a rischio di indigenza alimentare e scrivere al proprio parlamentare.
Chi vive fuori dai confini britannici è invitato a sostenere un ente analogo nella propria zona. Un’idea che trasforma il consumo di musica in gesto concreto e dimostra quanto il campionamento possa essere linguaggio politico, oltre che puro artigianato sonoro. Dalla cucina allo studio, il percorso di questo sperimentatore conferma che la musica elettronica sa ancora usare i rumori di tutti i giorni per raccontare ciò che troppo spesso resta in silenzio.












