Sprite lancia Living Tracklist, la campagna che celebra sei decadi di storia hip-hop trasformando i brani più influenti del genere in un’esperienza fisica e digitale allo stesso tempo, un progetto che il brand definisce come la sua iniziativa culturale più ambiziosa mai realizzata: non una classifica definitiva ma un dialogo aperto, come spiega Terika Fasakin, Senior Brand Director del marchio, sottolineando che si tratta di “una curata collezione di brani influenti che attraversano sei decadi della musica hip hop” ma che, nel processo creativo, si è trasformata in qualcosa di più ampio di una semplice lista o playlist, perché interpellando dieci appassionati sui brani più significativi si otterrebbero dieci risposte diverse, ed è proprio in quella pluralità di visioni che risiede la ricchezza del progetto; il legame tra Sprite e la black music affonda le radici in decadi di collaborazioni, dalla storica “Obey Your Thirst” fino a “Obey Your Verse”, che portò le liriche rap direttamente sulle lattine, ma la novità di questa iniziativa sta nell’assenza deliberata di una gerarchia fissa, tanto che Fasakin la definisce “living” proprio perché destinata a evolversi nel tempo, accogliendo il contributo del pubblico nel dibattito.
Il direttore creativo Chris Keyes rimarca come il marchio non si limiti a cavalcare le tendenze del momento ma sia parte integrante della cultura da sempre, e per garantire autorevolezza al progetto Sprite ha stretto una partnership con Genius, la piattaforma nata come archivio di analisi testuali, dando vita a un Cultural Authority Panel composto da sette figure di riferimento della scena: la conduttrice radiofonica Angie Martinez, la personalità mediatica Scottie Beam, l’host di Complex Speedy Morman, la dj e produttrice Nyla Symone, il giornalista musicale ed executive di Genius Rob Markman, il responsabile hip hop e r&b di Spotify Josh Peas e la scrittrice culturale Frazier Tharpe, il cui compito non è stato semplicemente stilare preferenze personali ma valutare l’impatto reale di ciascun brano sulla musica presente e futura, un lavoro raccontato in un episodio social integrale che accompagna il lancio della campagna; il risultato è una selezione di ventisei tracce che spaziano dagli anni settanta fino ai giorni nostri, stampate su altrettante grafiche da collezione affidate a sei illustratori diversi, ognuno scelto per la propria affinità con l’estetica grafica del decennio rappresentato, dalle lettere psichedeliche dei settanta alla lucentezza bling degli anni duemila fino al linguaggio visivo eterogeneo del presente, con l’obiettivo dichiarato di portare quella varietà stilistica direttamente sul packaging; le lattine e le bottiglie di Sprite e Sprite Zero Sugar disponibili a partire da luglio racchiudono anche un codice QR che apre le porte a un microsito curato da Genius, dove la selezione si amplia fino a cinquanta brani accompagnati dai commenti dei membri del panel, offrendo la possibilità di scoprire pezzi meno noti e di partecipare a un concorso a premi legato al merchandising del marchio, il tutto completato da una playlist Spotify che raccoglie l’intero percorso sonoro proposto.
L’iniziativa culminerà con un evento dal vivo a Los Angeles, in concomitanza con i BET Awards, che riunirà addetti ai lavori, media e pubblico per una serata di performance rappresentative delle quattro macro aree geografiche del genere, nord-est, ovest, sud e midwest; oltre alla componente nostalgica, l’obiettivo dichiarato resta quello di ribadire l’impegno del brand verso gli artisti e l’artigianalità che sta dietro alla produzione musicale, riconoscendo come questa cultura abbia influenzato non solo il suono ma anche linguaggio, moda, sport e narrazione collettiva, aprendo così un capitolo che guarda tanto al passato quanto al futuro del genere






