Come giurato dello JägerMusic Lab 2025, ho vissuto in prima persona una delle selezioni più impegnative e stimolanti degli ultimi tempi. La scorsa settimana, negli studi milanesi, ho partecipato insieme ai colleghi della giuria alla valutazione di 20 candidati emersi da oltre 300 candidature nazionali, fino ad arrivare agli 11 finalisti che rappresenteranno il futuro della musica elettronica italiana.

Il tema “Be Reel” ha spinto i partecipanti ben oltre la semplice competenza tecnica, richiedendo autenticità e capacità comunicativa attraverso linguaggi sonori contemporanei. Come giuria, abbiamo privilegiato artisti capaci di mantenere credibilità artistica abbracciando le tendenze più attuali del panorama internazionale.

Tra i finalisti che ho contribuito a selezionare, Andrea Antognoloni (Sourires) porta 15 anni di esperienza house e disco con collaborazioni prestigiose come il remix per Chez Damier. Michele Bruschi (Kadesh) ha colpito per la sua visione imprenditoriale: il suo progetto ha ottenuto contratti con Sony, Universal e Warner, fondendo world music ed elettronica. La presenza femminile è rappresentata da tre artiste di spicco: Vittoria Ceretti (Miss Wallace) dal collettivo mantovano Clum, Beatrice Dalla Vecchia nel deep tech con esperienze alla Biennale di Venezia, e Simona Zamboli nella techno sperimentale con pubblicazioni su etichette indipendenti ed esibizioni per HÖR Berlino.

L’elemento più sorprendente che abbiamo selezionato è Matteo Pace (Dynamatt), campione mondiale di beatbox 2024-2025, che rappresenta l’evoluzione verso l’integrazione tra performance vocale e produzione elettronica. Francesco Grasso (Francisfat) incarna invece l’approccio cantautorale alla dubstep, componendo interamente con pianoforte, voce e drum machine.

Dalla selezione più dura di sempre emergono i protagonisti del futuro sound nazionale

Il duo KLSY testimonia la vitalità dell’indie dance italiana con pubblicazioni su Syrup Music, mentre Xhoi Kadena (V Breeze) rappresenta la formazione autodidatta di eccellenza, rifiutando categorizzazioni di genere. Pietro Pavan, studente di composizione al Conservatorio di Venezia, porta prospettive accademiche nell’elettronica melodica, mentre Alberto Puglisi (Albert Breaker) esplora contaminazioni afro-latin nell’house contemporanea.

Il percorso formativo dal 13 al 18 ottobre agli Altromondo Studios di Rimini, in collaborazione con MAT Academy, offrirà ai finalisti un’opportunità formativa unica con docenti internazionali come Ilario Alicante, Luca Agnelli e Axwell. Come giurato, sono convinto che questa edizione rappresenti un salto qualitativo significativo nella ricerca di talenti autentici.

L’evento finale al Cocoricò del 18 ottobre decreterà il nuovo Music Meister 2025, ma già da ora posso affermare che questi 11 artisti rappresentano l’evoluzione più interessante del sound elettronico nazionale. La partnership tra Jägermeister e MAT Academy dimostra come la collaborazione tra brand e istituzioni formative possa creare opportunità concrete, generando un ecosistema virtuoso per l’industria musicale italiana.