Carissime tutte, sapete benissimo che mi sono sempre battuto e mi batterò negli anni per stare dalla vostra parte. Seguo il mondo delle donne dj da quasi trent’anni proprio perché riconosco un certo tipo di totale e mancata integrazione in tutto il comparto che va dalla discografia sino ad arrivare al clubbing e passando al djing e alla produzione.
Non è questo il vostro momento: è sempre il vostro momento. Ogni brano, ogni mix, ogni set che costruite non è solo musica: è un manifesto. Il vostro. In un mondo dove i palchi sono ancora spesso dominati da uomini, voi portate di più, siamo onesti. Potete. A volte non ne siete coscienti perché travolte dall’impeto e dalla passione. Gli schemi sono rotti. Il mondo ha bisogno di ascoltarvi anche lontane dalla consolle.
Alzate il volume, alzate la testa. Da anni esistono associazioni che vi uniscono ma in un certo senso vi relegano nel vostro mondo. E non va bene. Vogliamo integrarci? Fatelo e subito. Non è una propaganda femminista, questa, non siamo negli anni Settanta e non è il caso di copiare (i difetti) del sesso dominante. Non è una questione solo di genere ma anche presa di posizione prima individuale e poi generale e assoluta. Se diventerete amazzoni del mixer c’è il rischio di cannibalizzarvi. La strada è il dialogo e in modo particolare la presa di posizione: ferma, decisa e professionale. Non siete più una moda per localari, siete realtà.
Ecco perché sono qui, per raccontarvi, per andare lontani dall’aspetto estetico, dall’impatto visivo e pensando a cuore, cervello e anima di ognuna di voi. Che sono da raccontare con interviste video e scritte, su giornali, piattaforme e, tenetevi forte, si, un nuovo libro che uscirà pubblicato da Kdope.
Unitevi, sostenetevi, crescete. Io, se volete incontrarmi, sarò mercoledì sera al Justme Milano alla finale di Lady-J, probabilmennte in giuria, e parleremo di questo e di altro.











