Dryly smiling DJ wearing headphones, operating turntables in a vinyl-club setup with shelves of records behind him.

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Richard Branson non è certo noto come grande bevitore, eppure anche il fondatore di Virgin ammette di concedersi, ogni tanto, un bicchiere di bollicine o una tequila con ghiaccio. Il punto, però, non è quello che c’è nel bicchiere. È tutto ciò che gli accade intorno. In un intervento pubblicato l’11 agosto 2026, l’imprenditore britannico ha raccontato quali caratteristiche rendano davvero speciale un bar: atmosfera, accoglienza e capacità di far sentire le persone rilassate senza rinunciare alla sensazione di trovarsi in un luogo particolare.

Una filosofia che Branson lega direttamente alla propria esperienza nel mondo dell’intrattenimento. Quando Virgin gestiva i Kensington Roof Gardens e il nightclub Heaven di Londra, l’obiettivo era già quello di eliminare rigidità e formalismi. Curioso l’episodio ricordato dallo stesso Branson: acquistò i Roof Gardens dopo che gli era stato negato l’ingresso perché non vestito in modo sufficientemente elegante. Una volta diventato proprietario, una delle prime decisioni fu naturalmente quella di cancellare ogni dress code.

Per Branson, infatti, il pubblico non cerca un servizio ingessato né camerieri in abito formale. Cerca luoghi capaci di sviluppare un’energia propria, nei quali ospitalità, musica e ambiente favoriscano spontaneamente le relazioni.

Tra i suoi indirizzi preferiti figura oggi Hidden Grooves, il listening bar di Virgin Hotels London-Shoreditch. Un locale che riporta Virgin alle proprie origini musicali e ricrea l’atmosfera di un salotto degli anni Settanta: luce soffusa, pareti ricoperte di vinili e cocktail ispirati ai grandi dischi pubblicati dall’etichetta in quell’epoca.

È proprio qui che la visione di Branson appare più chiara. La musica non funziona soltanto come sottofondo, ma diventa uno strumento di connessione. Guardare persone che tornano ad ascoltare insieme un disco significa recuperare qualcosa che la frenesia digitale rischia di disperdere: il piacere di condividere uno spazio, una conversazione e un momento. Anche davanti a una semplice soda con limone.