Parlo oggi perché il silenzio, lo dico con le parole taglienti del mio amico Pippo Landro, rende complici. E la complicità qui ha l’odore stantio della rassegnazione. La dance italiana non sta morendo, dice Pippo, è già una salma elegante, truccata per l’obitorio. Il decesso non è avvenuto per mancanza di talento o di buone produzioni, anzi. Il cuore ha smesso di battere per una malattia mentale collettiva, un cancro sociale fatto di ripicche da cortile, pregiudizi meschini, amicizie interessate, invidie velenose e una cattiveria che passa per realismo. È un gioco a somma zero: “Io non riesco, quindi tu non devi emergere”. Oppure, la frase simbolo del disfacimento: “Che me frega se la Dance è nella merda? Tanto questo è solo un hobby”. È la resa dei conti di un ambiente che ha scelto il suicidio, celebrato in un salotto buono dove si sorseggia passività. So che nulla cambierà, questa è solo una pietra tombale verbale. Intanto, mentre qui si litiga per le briciole, le nostre produzioni, cinque brani made in Italy in queste ore, bussano e entrano nelle club chart internazionali. È inutile postare le classifiche, dicono fastidio. Meglio continuare a raccontarci la fiaba del “genio incompreso”, mentre all’estero qualcuno quei cd li suona davvero. Ringrazio le poche radio e i pochi dj che ancora credono nel suono, non nel gossip. Agli altri, buon hobby.
Qui il pensiero di Pippo.

Autopsia, groove e così sia
La Dance è morta, amici, e il decesso è perfetto,
un corpo senza anima, reciso nel suo tetto.
Non mancano le produzioni, il talento o il progetto,
ma il veleno che ci uccide ha un altro, infetto, aspetto
È l’invidia che serpeggia, è la ripicca meschina,
l’amicizia che si vende per una manciatina
La legge del più pigro: “Se a me non tocca china,
allora a te, potenziale, spengo ogni tua lumina”
È un hobby, dicono alcuni, con sorriso di sfatto,
mentre il suono che fabbrichi all’estero è già contratto.
Cinque brani in classifica, ma qui non fa contatto,
perché fa comodo il lamento, sterile e ininterrotto
Il mixdown è approssimato, il basso è un solo tuono,
preset senza coraggio in un produzione in fieno.
Si confonde la presunzione con un tecnico maturo,
è un disastro frequenziale, un muro contro muro
All’estero quella tecnica è pane quotidiano,
qui si sogna un successo che è sempre più lontano.
Un mestiere dimenticato, un suono ormai arcano,
il ritmo della Dance ha il cuore ormai di giano
E via, via e via, autopsia, groove e così sia







