A Manchester, il fascino notturno della Haçienda atterra tra gate e cocktail

Cover Photo Credits: courtesy of Manchester Airport

All’aeroporto di Manchester è appena stato inaugurato un bar a tema Haçienda, il leggendario club che ha riscritto la storia della musica dance e della cultura notturna britannica. L’Amber Alehouse, nel Terminal 2, riaprirà i battenti nella seconda metà del 2026 con un restyling che non lascia nulla al caso: pavimenti ispirati al celebre design giallo e nero della Haçienda, pareti decorate con graffiti, luci al neon, memorabilia del club e vinili incorniciati che raccontano l’era Madchester fino ai giorni nostri. Accanto alle fotografie di Oasis e The Stone Roses, ci saranno cento nuovi posti a sedere tra tavoli alti e booth che richiamano le zone vip del club originale. E naturalmente i dj: playlist curate e ospiti che si esibiranno di tanto in tanto per i passeggeri in attesa del volo.



Si beve con cocktail battezzati sulle leggende del club, dal Happy Mondays Mojito al New Order Negroni, accompagnati dalle birre del birrificio salfordiano Seven Bro7hers. Ancora una volta, e non sorprende, il mondo della notte incontra quello del food e dell’hospitality in un abbraccio che ormai è diventato un modello ricorrente e vincente: l’estetica delle discoteche, il suo glamour, la sua forza evocativa vengono trasferiti in contesti di consumo quotidiano, trasformando una semplice sosta aeroportuale in un’esperienza quasi lifestyle. Il fascino oscuro e modaiolo del clubbing entra nei menu, nei nomi dei drink, nell’architettura degli spazi. È un fenomeno che dice molto su quanto la cultura club abbia permeato l’immaginario collettivo, al punto da diventare strumento di marketing territoriale e di brand identity per infrastrutture pubbliche. Manchester vende sé stessa attraverso la Haçienda, e lo fa con cognizione di causa.