C’è un vuoto enorme, oggi, nel cuore di chi ama la musica dance e di chi quella musica ha provato a raccontarla con onestà e passione. Se n’è andato Eugenio Tovini, e chi lo ha conosciuto, chi ha avuto la fortuna di incrociarlo e scambiare quattro chiacchiere, sa che tipo di amico, che tipo di persona, che tipo di memoria storica abbiamo perso. Non era solo un giornalista, era un compagno di viaggio, un esploratore instancabile che ha attraversato decenni di musica con lo sguardo lucido e la competenza rara di chi non ha mai inseguito la moda, ma ha sempre cercato l’anima delle cose.

Per le nuove generazioni di dj e produttori, il suo nome potrebbe non dire molto. E questo, forse, è il dolore più grande: aver perso un archivio vivente di conoscenza senza nemmeno rendercene conto. Eugenio non era un personaggio da copertina, e non gli sarebbe mai interessato esserlo. Era un pilastro, uno di quelli che costruiscono le fondamenta. E le fondamenta, si sa, non si vedono, ma reggono tutto. La sua casa, il suo rifugio, il suo capolavoro era Dance Directory, un sito che per anni è stato molto più di un semplice portale: era un punto di riferimento, un faro per chiunque volesse orientarsi nella discografia indipendente e nella club culture più autentica. Lì, Eugenio non si limitava a pubblicare classifiche; costruiva memoria, teneva traccia del tempo, raccoglieva le tracce di un’identità musicale italiana che rischiava di andare perduta.

Eugenio, io e Claudio Diva

La sua ultima apparizione pubblica, pochi mesi fa, lo vedeva proprio lì, al centro di un dibattito sulla memoria storica del settore. Era circondato da amici e colleghi, proprio come quelli che hanno scritto con lui le pagine più belle della nostra musica. Oggi quel momento sembra un abbraccio corale, un testamento spirituale lasciato a chi continua a frequentare le sale prove e i polverosi magazzini dei dischi, a chi crede ancora che dietro un B-side oscuro ci sia una storia pronta per essere raccontata.

Eugenio non era solo un cronista: era un ponte tra la disciplina della ricerca e la libertà selvaggia del dancefloor. La sua eredità non si misura in like o in streaming, ma nella quantità di artisti che ha aiutato a capire le proprie radici, nel rigore con cui ha difeso la cultura musicale più autentica, e in quella capacità rara di farti innamorare di un pezzo sconosciuto raccontandotelo con gli occhi che brillano.

Oggi chiude gli occhi un grandissimo appassionato. Ma anche un amico. E l’unica consolazione, magra, è sapere che il suo contributo rimane inciso nella memoria di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo, e nelle pagine del sito che ha costruito con amore. Ciao Eugenio, e grazie di tutto. Di ogni racconto, di ogni scoperta, di ogni sorriso. I Funerali avranno luogo a Milano sabato 28 febbraio p.v. alle ore 11.00 alla Parrocchia Santa Maria Del Rosario. Al termine della Funzione Religiosa, il Caro Eugenio verrà accompagnato al Cimitero di Cividate Camuno (BS).

Venerdì 6 marzo 2026 Eugenio avrebbe compiuto 64 anni. Era dei Pesci. Come me.