Il 16 settembre sarò al JustMe Milano per “The Final Match”, l’appuntamento conclusivo di Lady-J, un progetto nato per valorizzare il talento femminile nel mondo del djing e del clubbing. Questa volta non sarò soltanto a raccontare l’iniziativa: farò parte della giuria chiamata a valutare le quattro concorrenti selezionate, insieme a tutor e professionisti del settore.

L’obiettivo è chiaro: andare oltre l’immagine e la semplice presenza in consolle per individuare le dj più interessanti, preparate e personali, capaci di distinguersi per tecnica, selezione musicale, identità e capacità di coinvolgere il pubblico. Una vera ricerca di nuove figure da seguire nel panorama del djing contemporaneo.

La finale vedrà protagoniste Fabrizia Corsi, Benedetta Morganti, Elisa Chitteri e Angelica Masla, accompagnate da un percorso di tutoraggio e valutate da una giuria composta da professionisti della musica e dell’intrattenimento. Io sarò lì con il mio punto di vista di giornalista e osservatore del music business, cercando di capire non soltanto chi saprà esibirsi meglio, ma chi avrà qualcosa di realmente interessante da dire attraverso la musica.

Per me Lady-J rappresenta un’occasione concreta per accendere i riflettori sul talento femminile e, soprattutto, per interrogarsi su cosa significhi oggi essere una dj: non soltanto stare dietro a una console, ma costruire una propria identità artistica, avere competenza e riuscire a lasciare un segno. Al JustMe Milano, sarà quindi il momento della resa dei conti: quattro percorsi, una finale e una domanda alla quale toccherà anche a me contribuire a dare una risposta.

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